29/08/2026

Skyclad - Metal Shock di febbraio 1996 numero 209

Sembrerebbe un raro e bizzarro caso di recensione scritta da due persone, proprio unica, non doppia, tripla ecc. con le rece/autori separati tra loro: qui non si capirebbe quale sia il contributo di uno e dell'altro, anche se lo stile generale sembrerebbe più da Pascoletti, compresa la frecciata/stroncatona ai MDB (non so come la pensi sul gruppo, intendo però proprio per la durezza del giudizio senza alcun filtro o "diplomazia" ecc.). O magari è tutto il contrario, è praticamente dell'Ariatti e il Fuzz - che era già da un po' di tempo co-capo redattore o coordinatore editoriale o simili che di si voglia, con Giusy Colagrossi, poi diventerà in seguito proprio unico, se ricordo bene ora, per poi lasciare a Cristiano Borchi e andare a fondare Psycho! - ha aggiunto solo quella nota/commento alla stroncatura dei MDB; ma di solito per note del genere si mette il nome o le iniziali dell'autore nella nota stessa, non si indica la persona come co-autore del pezzo. Ammesso non sia stato un refuso, un classico errore di composizione/stampa, quindi non fatta di proposito quella "doppia firma" in calce.

Io penso che i MDB fossero partiti in modo più che promettente, il debutto completo (ma in quella nota nella rece sembra vengano stroncati proprio per tutto da sempre, quindi in questo non concorderei) lo trovo piacevole ancora oggi, oltre ad essere stati tra gli iniziatori del cosiddetto "doom-death" (o viceversa che dir si voglia), del "gothic metal" e altri filoni simili, e che abbiano magari recuperato un certo livello o anche aumentato, anni dopo (ovviamente quei dischi non erano usciti ancora al tempo della recensione in oggetto), mentre nei titoli in mezzo probabilmente per alcuni, tra cui sicuramente io, diventarono più noiosi e inconcludenti, troppo "mosci" e "rarefatti", anche se tanti altri li trovano capolavori o quasi. Devo dire che ho comunque ascoltato, tra quelli della prima parte di carriera, oltre al debutto, solo "The Angel...", il terzo e solo in anni recenti sul web, e dire che mi ha annoiato è dir poco. Ma c'è chi riesce pure a batterlo, secondo me, ed è un altro terzo disco - o quarto forse, in questo caso, non ricordo ora di preciso - di gruppo che al tempo e ancora oggi fu considerato fare il salto definitivo di qualità proprio con quel disco (ed è giudicato ancora benissimo in media in giro da fans e non solo, come quelli di quegli anni dei MDB del resto, basta vedere per esempio la media voti delle recensioni su Metal Archives), e cioè "Wildhoney" dei Tiamat... quello proprio è da sonno totale completo, raramente ho ascoltato qualcosa di così vuoto, impersonale, spento, veramente oltre la noiosità e inconcludenza totali. Tra l'altro dischi del genere è forzato anche definirli metal, o hard rock in generale e forse anche rock, ma non sarebbe questo di per sé il problema ovviamente.

Va anche detto, in generale e per essere oggettivi, che comunque uno giudichi il livello di band come le due suddette e gli Skyclad, cosa preferisca ecc. (o riguardo anche singoli dischi dello stesso gruppo appunto), gli iniziatori del cosiddetto folk metal hanno scopo diverso, uno stile sempre mediamente veloce, "allegro", trascinante in senso classico; quindi il confronto diretto con formazioni che invece sono sul doom di vario tipo, o addirittura dark/acustiche a larghi tratti, e usano in modo diverso anche gli strumenti come i violini, come fossero invece parte dello stesso genere o sotto-genere non ha molto senso, dove invece ce l'ha chiaramente quello tra dischi o periodi delle stesse band o con altri nomi ugualmente del doom/death/gothic metal. Gli Skyclad nei primissimi dischi addirittura mantenevano un'irruenza, aggressività, impatto e riff di chitarra ancora molto influenzati da certo thrash/speed, come quello del resto della band da cui veniva il cantante, i Sabbat inglesi appunto.

Alessandro Ariatti, Francesco "Fuzz Fuzz" Pascoletti.

28/08/2026

Dark Tranquillity - Metal Shock di gennaio 1996 numero 208

Per i "bambini" e ignoranti in generale che volessero "scandalizzarsi" per la parziale definizione di "black metal" riguardo il gruppo: fino a quel periodo - ma leggermente anche nel successivo disco, riguardo i DT - band come loro, gli In Flames e altri avevano eccome elementi del genere, specialmente se parliamo del black metal "stile svedese" appunto, solitamente più massiccio, pulito, suonato e inciso meglio ecc. del cugino norvegese o almeno della media del tempo in quel Paese (e per molti l'unico "true" e blabla). Del resto in quegli anni non si era ancora usata o diffusa davvero (e non solo in Italia) la futura e definitiva etichetta di "melodic death metal" o "Gothenborg sound", e giustamente i recensori e il pubblico parlavano di una specie di prog death con altri elementi, come quelli folkeggianti, quelli black appunto e altri ancora, e in particolare il debutto dei DT stessi rimane emblematico in tal senso.

Cristiano Borchi.

Broken Hope - Metal Shock di gennaio 1996 numero 207

Per la cronaca, visto che non è chiaro dalla recensione e quindi se lui stesso l'avesse capito o ricordasse o avesse mai sentito prima il disco, e per chi non conoscesse tutt'oggi la band, va segnalato che era la ristampa del debutto, uscito per una piccola etichetta 4 anni prima, verso fine 1991. Quindi anche contestualizzandolo non è che cambi molto, i CC avevano già debuttato da oltre un anno, e anche il loro secondo disco è uscito prima di questo; perciò i BH avevano avuto tutto il tempo per copiare i suddetti o tantopiù anche altri ancora precedenti (malissimo ed essendo scarsissimi da ogni punto di vista). Dura lotta tra l'altro, riguardo le copertine, per quale sia più brutta tra questa e quella della prima stampa. 

Cristiano Borchi.

 

 


27/08/2026

Editoriale - Metal Shock di ottobre 1995 numero 202

Francesco "Fuzz Fuzz" Pascoletti.

Editoriale - Flash di aprile 1996

Poi riporterò anche altri vecchi editoriali e articoli di quegli scontri a distanza tra Climati (e prima ancora con Mons. Corrado Balducci) e vari redattori della rivista - pare che le polemiche avvenissero solo su Flash, forse perché le altre testate di settore sceglievano di non dare proprio alcuna corda e spazio a quei personaggi - tra cui, oltre a Klaus stesso, anche Zaccagnini, Steve Sylvester e altri.

Ma, per la cronaca, quando Climati minacciò di querelare Klaus, quest'ultimo non gli aveva detto in realtà chissà cosa, se ricordo bene, non erano vere offese o diffamazioni, erano sempre abbastanza ironiche e comunque al massimo roba tipo che il suddetto forse aveva bisogno di un po' d'affetto, di attività sessuale e cose così. Dubito avrebbe avuto seguito la querela, anche se l'avesse fatta, o fosse in ogni caso riuscito a vincere l'eventuale processo; oppure possiamo dire che di solito o non le fa nessuno praticamente tra la gente che riceve espressioni simili (da quando c'è il web poi...) da altri - al 99% perché questi ultimi non sanno replicare nella sostanza o rosicano a prescindere verso qualcuno - o ci sono un bel po' di persone che oltre ad aver ottenuto di far condannare varia gente, magari hanno pure fatto un bel po' di soldini chiedendo i risarcimenti. E molti altri avrebbero potuto fare lo stesso (io avrei diverse ville, una Ferrari e altro, per esempio), se bastassero cose del genere (in realtà formalmente dovrebbero essere diffamazione ovviamente, anche perché son cazzate a caso di solito sparate da chi neanche conosce di striscio il destinatario o la destinataria di turno, e comunque attacchi personali, nel privato, che nulla c'entrano con l'argomento di turno del contendere), e visto quanto sono diffuse appunto, quasi un cliché di moltissimi, anche se nel caso di Klaus erano un "più", oltre al saper replicare eccome nella sostanza smontando le stronzate, incoerenze, ignoranza ecc. di certi soggetti (come del resto faceva anche in tanti altri argomenti, musicali e non).

Klaus Byron. 

25/08/2026

Dark Tranquillity - Flash di gennaio 1996

Non sono riuscito a trovare ad oggi quale fosse il nome/cognome completo dell'autore o autrice.

LR. 

Editoriale - Flash di novembre 1995

Si potrebbe anche dire solo, o aggiungere, a quanto risposto da Klaus, che, riguardo la presunta speculazione, non tiene proprio per logica, perché la foto era in un pezzo all'ìnterno della rivista, non in copertina, dove avrebbe potuto in effetti attirare a prima vista i "morbosi" che non compravano regolarmente la rivista, se l'avessero notata in edicola. E inoltre, non è una foto che la testata aveva ottenuto chissà come e mai pubblicata prima in giro, ma era stata usata già per un live bootleg del gruppo pubblicato da una pseudo-etichetta colombiana ad inizio '95, quindi già pubblica sicuramente da quasi un anno e visibile per chiunque comprasse quel bootleg o anche solo notasse in giro la copertina. E ancora, per forza di cose, visto che non credo che Euronymous la mandasse in giro in privato solo a chi la richiedeva, se quel tizio colombiano l'ha potuta usare significa che era già pubblica o reperibile comunque facilmente ancora prima, coi contatti nel giro metal di addetti ai lavori vari e dintorni, o addirittura l'avevano già pubblicata riviste o fanzine estere nel frattempo (ora non ricordo bene come si svolse la cosa e si diffuse la foto scattata appunto da Euronymous quando scoprì il cadavere di Dead a casa di quest'ultimo).

Klaus Byron.

Obituary - Metal Shock di agosto 1994 numero 173-174

Francesca Fabi.

Stratovarius - Flash di maggio 1996

Eddy Antonini.

Editoriale - Flash di ottobre 1995

Klaus Byron.

Angra - Flash di marzo 1996

Eddy Antonini.

24/08/2026

Paradise Lost - Flash di giugno 1995

Costantino Andruzzi.

Eldritch - Metal Shock di settembre 1994 numero 175

Dalla sezione delle recensioni demo italiani.

Salvatore Di Simone. 

Morgana Lefay - Metal Shock di settembre 1993 numero 151

Forse troppo severo, ma si tratta di una di quelle band che - per quello che ho ascoltato, oltre metà discografia sicuramente - anch'io ho sempre trovato scarsine, inconcludenti, senza alcun membro di minimo spicco, abbastanza noiose insomma mediamente (qualche passaggio o brano in ogni disco relativamente più brillante posso averlo trovato ma cambia poco). A differenza di altri recensori, tipo su Flash (Klaus più che altro), che ne hanno parlato praticamente sempre bene o addirittura in toni entusiastici.

Ovviamente si potrebbe notare di nuovo come il Della Cioppa sia uno di quelli o il principale, tra gli scribacchini almeno, che una reale selezione non l'ha mai fatta, specialmente a livello di band italiane, il che è ancora più grave e fuorviante, visto che da noi i geni proprio non ci sono praticamente mai stati, e anche le band ottime o solo discreto/buone sono sempre state più l'eccezione che la regola.

Riguardo la nota sul nome quasi uguale a quello di un'altra band, pareva non considerare che allora, epoca pre-web, non era sempre facile scoprire se esistessero già gruppi con lo stesso nome o similissimo (infatti sono tantissimi gli omonimi tra le band di un tempo, soprattutto in campo metal estremo direi).

Ma almeno una volta c'era spesso varietà netta tra i giudizi dei singoli recensori, anche tra quelli della stessa testata, non di rado proprio all'opposto appunto, tra chi stroncava totalmente e chi gridava al miracolo dando il massimo dei voti o quasi allo stesso identico gruppo/disco. Poi la cosa è scomparsa sempre più, specialmente sul web e da quando ci sono anche i social vari (quindi le condivisioni ecc.), con un'uniformità incredibile e livellata verso l'alto o altissimo come media voti... chissà perché (dubbio retorico ovviamente)... dove invece tra il pubblico "puro" - cioè chi non scrive in giro recensioni o altro - quella varietà di opinioni, valutazioni e quant'altro, è rimasta più o meno la solita... chissà perché questa differenza tra i due ambienti (dubbio retorico ovviamente-bis).

Gianni Della Cioppa.




Editoriale - Flash di giugno 1996

David Rossi, in base a quanto scritto spesso sulla rivista in recensioni, segnalazioni ecc., dal Signorini o a volte proprio da lui stesso appunto, negli spazi riguardo punk-hardcore e dintorni, aveva un'etichetta/distro chiamata Panorama, di Siena, fino almeno ai primissimi anni '90 (non so da quanto esisteva), ma credo sia solo omonimia e non si trattasse della stessa persona che è stata uccisa nel 2013 a Siena facendola cadere da una finestra alta di un edificio e che era il capo della comunicazione del Monte dei Paschi. Non saprei con sicurezza ovviamente, potrebbe anche essere, anche se tra l'altro, a naso, credo che quest'ultimo fosse almeno qualche anno più grande del tipo dell'etichetta, visto che guardando sul web ho letto che era nato nel '61, quindi aveva già una trentina d'anni nei primi '90.

Klaus Byron.

Rhapsody - Flash di ottobre 1995

Dalla sezione delle recensioni demo italiani.

Sandro Buti.