27/08/2026

Editoriale - Flash di aprile 1996

Poi riporterò anche altri vecchi editoriali e articoli di quegli scontri a distanza tra Climati (e prima ancora con Mons. Corrado Balducci) e vari redattori della rivista - pare che le polemiche avvenissero solo su Flash, forse perché le altre testate di settore sceglievano di non dare proprio alcuna corda e spazio a quei personaggi - tra cui, oltre a Klaus stesso, anche Zaccagnini, Steve Sylvester e altri.

Ma, per la cronaca, quando Climati minacciò di querelare Klaus, quest'ultimo non gli aveva detto in realtà chissà cosa, se ricordo bene, non erano vere offese o diffamazioni, erano sempre abbastanza ironiche e comunque al massimo roba tipo che il suddetto forse aveva bisogno di un po' d'affetto, di attività sessuale e cose così. Dubito avrebbe avuto seguito la querela, anche se l'avesse fatta, o fosse in ogni caso riuscito a vincere l'eventuale processo; oppure possiamo dire che di solito o non le fa nessuno praticamente tra la gente che riceve espressioni simili (da quando c'è il web poi...) da altri - al 99% perché questi ultimi non sanno replicare nella sostanza o rosicano a prescindere verso qualcuno - o ci sono un bel po' di persone che oltre ad aver ottenuto di far condannare varia gente, magari hanno pure fatto un bel po' di soldini chiedendo i risarcimenti. E molti altri avrebbero potuto fare lo stesso (io avrei diverse ville, una Ferrari e altro, per esempio), se bastassero cose del genere (in realtà formalmente dovrebbero essere diffamazione ovviamente, anche perché son cazzate a caso di solito sparate da chi neanche conosce di striscio il destinatario o la destinataria di turno, e comunque attacchi personali, nel privato, che nulla c'entrano con l'argomento di turno del contendere), e visto quanto sono diffuse appunto, quasi un cliché di moltissimi, anche se nel caso di Klaus erano un "più", oltre al saper replicare eccome nella sostanza smontando le stronzate, incoerenze, ignoranza ecc. di certi soggetti (come del resto faceva anche in tanti altri argomenti, musicali e non).

Klaus Byron. 

25/08/2026

Dark Tranquillity - Flash di gennaio 1996

Non sono riuscito a trovare ad oggi quale fosse il nome/cognome completo dell'autore o autrice.

LR. 

Editoriale - Flash di novembre 1995

Si potrebbe anche dire solo, o aggiungere, a quanto risposto da Klaus, che, riguardo la presunta speculazione, non tiene proprio per logica, perché la foto era in un pezzo all'ìnterno della rivista, non in copertina, dove avrebbe potuto in effetti attirare a prima vista i "morbosi" che non compravano regolarmente la rivista, se l'avessero notata in edicola. E inoltre, non è una foto che la testata aveva ottenuto chissà come e mai pubblicata prima in giro, ma era stata usata già per un live bootleg del gruppo pubblicato da una pseudo-etichetta colombiana ad inizio '95, quindi già pubblica sicuramente da quasi un anno e visibile per chiunque comprasse quel bootleg o anche solo notasse in giro la copertina. E ancora, per forza di cose, visto che non credo che Euronymous la mandasse in giro in privato solo a chi la richiedeva, se quel tizio colombiano l'ha potuta usare significa che era già pubblica o reperibile comunque facilmente ancora prima, coi contatti nel giro metal di addetti ai lavori vari e dintorni, o addirittura l'avevano già pubblicata riviste o fanzine estere nel frattempo (ora non ricordo bene come si svolse la cosa e si diffuse la foto scattata appunto da Euronymous quando scoprì il cadavere di Dead a casa di quest'ultimo).

Klaus Byron.

Obituary - Metal Shock di agosto 1994 numero 173-174

Francesca Fabi.

Stratovarius - Flash di maggio 1996

Eddy Antonini.

Editoriale - Flash di ottobre 1995

Klaus Byron.

Angra - Flash di marzo 1996

Eddy Antonini.

24/08/2026

Paradise Lost - Flash di giugno 1995

Costantino Andruzzi.

Eldritch - Metal Shock di settembre 1994 numero 175

Dalla sezione delle recensioni demo italiani.

Salvatore Di Simone. 

Morgana Lefay - Metal Shock di settembre 1993 numero 151

Forse troppo severo, ma si tratta di una di quelle band che - per quello che ho ascoltato, oltre metà discografia sicuramente - anch'io ho sempre trovato scarsine, inconcludenti, senza alcun membro di minimo spicco, abbastanza noiose insomma mediamente (qualche passaggio o brano in ogni disco relativamente più brillante posso averlo trovato ma cambia poco). A differenza di altri recensori, tipo su Flash (Klaus più che altro), che ne hanno parlato praticamente sempre bene o addirittura in toni entusiastici.

Ovviamente si potrebbe notare di nuovo come il Della Cioppa sia uno di quelli o il principale, tra gli scribacchini almeno, che una reale selezione non l'ha mai fatta, specialmente a livello di band italiane, il che è ancora più grave e fuorviante, visto che da noi i geni proprio non ci sono praticamente mai stati, e anche le band ottime o solo discreto/buone sono sempre state più l'eccezione che la regola.

Riguardo la nota sul nome quasi uguale a quello di un'altra band, pareva non considerare che allora, epoca pre-web, non era sempre facile scoprire se esistessero già gruppi con lo stesso nome o similissimo (infatti sono tantissimi gli omonimi tra le band di un tempo, soprattutto in campo metal estremo direi).

Ma almeno una volta c'era spesso varietà netta tra i giudizi dei singoli recensori, anche tra quelli della stessa testata, non di rado proprio all'opposto appunto, tra chi stroncava totalmente e chi gridava al miracolo dando il massimo dei voti o quasi allo stesso identico gruppo/disco. Poi la cosa è scomparsa sempre più, specialmente sul web e da quando ci sono anche i social vari (quindi le condivisioni ecc.), con un'uniformità incredibile e livellata verso l'alto o altissimo come media voti... chissà perché (dubbio retorico ovviamente)... dove invece tra il pubblico "puro" - cioè chi non scrive in giro recensioni o altro - quella varietà di opinioni, valutazioni e quant'altro, è rimasta più o meno la solita... chissà perché questa differenza tra i due ambienti (dubbio retorico ovviamente-bis).

Gianni Della Cioppa.




Editoriale - Flash di giugno 1996

David Rossi, in base a quanto scritto spesso sulla rivista in recensioni, segnalazioni ecc., dal Signorini o a volte proprio da lui stesso appunto, negli spazi riguardo punk-hardcore e dintorni, aveva un'etichetta/distro chiamata Panorama, di Siena, fino almeno ai primissimi anni '90 (non so da quanto esisteva), ma credo sia solo omonimia e non si trattasse della stessa persona che è stata uccisa nel 2013 a Siena facendola cadere da una finestra alta di un edificio e che era il capo della comunicazione del Monte dei Paschi. Non saprei con sicurezza ovviamente, potrebbe anche essere, anche se tra l'altro, a naso, credo che quest'ultimo fosse almeno qualche anno più grande del tipo dell'etichetta, visto che guardando sul web ho letto che era nato nel '61, quindi aveva già una trentina d'anni nei primi '90.

Klaus Byron.

Rhapsody - Flash di ottobre 1995

Dalla sezione delle recensioni demo italiani.

Sandro Buti.

Editoriale - Flash di novembre 1996

Qui però Klaus fu troppo gentile ed educato nella risposta ad un tipico delirio e "pose" (mai scomparsi, purtroppo in parte del pubblico del genere - o analoghi anche tra i "defenders" alla fine - spesso li trovi ancora oggi soggetti così e magari che hanno pure passato ormai i 40, 50 o più) di gente che veramente si stenta a credere sia seria. E anche tipico "falsario", citando solo alcune cose ad arte per i suoi scopi e perché a lui evidentemente non piacciono (del resto sempre stati tra i più settoriali quelli che ascoltano black, spesso neanche tutto appunto ma solo di un tipo, quello che loro considerano l'unico "true"), o perché a volte ci sono interviste o pezzi impostati appositamente in modo ironico (altra cosa sconosciuta per certa gente, ancora di più l'auto-ironia), come se tutta l'altra marea di roba, generi diversi, band ultra-underground, approcci serissimi in tantissime recensioni, interviste, articoli ecc., non esistessero in ogni numero praticamente.

Klaus Byron. 

23/08/2026

Bathory - Flash di luglio/agosto 1995

Costantino Andruzzi.

The Gathering - Flash di ottobre 1995

Marco Petti.

Un clamoroso e divertente errore/refuso riguardo Kai Hansen - Flash di giugno 1995

Questo fu curioso davvero, e al tempo nemmeno mi accorsi della cosa in realtà (come tanti altri lettori, penso), visto che per capire senza possibilità di equivoco che il tizio in quella foto non era affatto Hansen, bisognava aver comprato la rivista dall'inizio o quasi, e comunque ricordarsi che la stessa identica foto era già apparsa anni prima, nella rubrica riguardo le prove di strumenti, accessori ecc. (poi eliminata in seguito, come quella sugli spartiti e altre ancora), che venivano fatte/presentate dal bassista Andrea Castelli e si svolgevano in collaborazione col noto negozio italiano Emporio Musicale Senese di Siena.

La foto infatti fu scattata lì (vedere anche gli ampli dietro, con i cartellini info/prezzi), e in quella puntata della rubrica di un vecchio numero (ora non ce l'ho sottomano e non ricordo di preciso se fosse del '91 o '92 tra i numeri pre-'93 che ho recuperato nel tempo) compariva nell'articolo, anche se molto più piccola, accompagnata dalla didascalia che indicava nome e cognome e diceva che era un chitarrista italiano.

In effetti, uno a prima vista poteva anche scambiarlo per Hansen al tempo, considerato soprattutto che gli occhiali mascheravano ancora di più le sicure differenze, e una vaga somiglianza generale può anche esserci a primo impatto appunto (pur non avendo già allora da anni i capelli così ricci, il tedesco, a differenza di quando era molto giovane); ma come detto, la smentita la forniva praticamente la stessa rivista in un altro suo pezzo del primo periodo.

Nelle due pagine successive c'è l'intervista.