Non sono andato a leggere la recensione del demo completa, non conosco la band, ma a prescindere, che facesse davvero schifo o no, che fossero solo pregiudizi e troppa severità del recensore per vari motivi, o la verità fosse una via di mezzo, al solito il fenomeno mai scomparso (anzi, si è accentuato col web e social e la possibilità di informazione e reazione in tempo reale dei diretti interessati e anche di amici ecc., e per questo tanti senza carattere e palle e solo egocentrici con voglia di avere i complimenti, promuovono tutti più o meno nettamente) del rosicare a mille se il giudizio sul tuo gruppo non è quello più o meno positivo sperato, produce sempre robe come quella lettera lì. Solitamente si tenta anche di buttarla sul generico appunto, sostenendo che il soggetto di turno sia uno che per pregiudizi stronca sempre e comunque qualsiasi cosa italiana, o di un certo genere o se è fatto comunque in un certo modo, con ispirazioni di un certo tipo vere o presunte (in questo caso, sembra di capire, il black norvegese più o meno classico, anche se il tipo del gruppo nega la cosa), forse per sentirsi con la propria band meno "soli" tra gli stroncati. Peccato che spesso, come in questo caso, non ricordo fosse proprio così, il tizio non stroncava affatto in automatico qualsiasi gruppo, a livello demo o album, solo perché italiano o perché si rifaceva più o meno nettamente a modelli esteri. Inoltre, quel passaggio citato dell'editoriale di quel numero, direi proprio che era ironico o semi-ironico, e citava probabilmente a presa in giro proprio certe critiche e rosicate che arrivavano regolarmente dai gruppi italiani trattati più o meno male, o si poteva riferire anche a tipici pettegolezzi, polemiche più o meno giustificate nell'ambiente e di cui ovviamente una rivista che fa cronaca deve riportare, con le varie "campane" e anche aggiungendo la propria opinione e analisi, se si ritiene opportuno e utile/interessante per i lettori. I gruppi/dischi italiani, e anche i demo spesso, di qualsiasi genere e sonorità, erano invece già da tempo trattati anche troppo bene in media, specialmente da alcuni recensori, sia su MS che Flash e anche altre ovviamente. Ma se invece il tizio era convinto davvero che stroncassero sempre tutti, o almeno tutti i demo nostrani, perché - come viene notato giustamente nella risposta - ha inviato il suo? Tipico ego che ti fa pensare che la tua band meriti ovviamente di essere tra le pochissime o proprio l'unica eccezione e quindi sarà promossa? Delle due l'una: o non pensava davvero nemmeno lui la prima cosa e si rendeva conto fosse falsa oggettivamente (ammesso sia stato un lettore abituale e non uno che comprava riviste solo quando c'erano pubblicate le rece delle sue band, e in ogni caso anche in quegli stessi singoli numeri dubito fossero stroncati tutti i demo italiani trattati), o è necessariamente la seconda.
Però, va anche detto che Fabban (Fabrizio Giannese all'anagrafe, ma al tempo non era noto in generale al pubblico il suo vero nome, tranne a chi lo conoscesse di persona ovviamente forse), aveva già al tempo o mise su proprio in quel periodo (ma neanche questo, penso, fosse noto ai più), un gruppo black "spurio", con influenze industrial e altro, a sua volta considerato da tanti di merda o comunque inutile e scarso - perché roba che bene o male era già stata fatta da altri, sicuramente alcuni esteri se non anche in Italia da qualcuno - oltre a tutti i discorsi soliti fatti da molti riguardo le questioni di vantaggi ecc. ricevuti (nelle recensioni e altro) solo perché appunto i componenti, o almeno lui, erano parte della stampa di settore, di certo ambiente e via dicendo. E chissà se lui stesso alle recensioni negative o stroncature nette ricevute comunque in un certo numero nel tempo su riviste e sul web, ha reagito in modo del tutto diplomatico e umile, ha accettato quei giudizi o ha invece replicato - in pubblico o anche solo in privato - o magari fatto replicare ad altri in modi analoghi a quelli tipici dei rosiconi più o meno presuntuosi. Sicuramente se critichi sul web e social, dove può ti blocca velocemente, e anche se critichi e ironizzi su certe "leccate" fatte da presunti recensori (e recensitrici) che neanche sanno di cosa parlano, ignoranti, sordi, inesperti, bimbetti o poco più a volte.
Tornando alle recensioni, forse i primissimi anni no, ma successivamente (anche quando passò sul web su alcuni siti o almeno uno) Fabban divenne assai noto e spesso deriso per il tipico approccio in cui nelle rece stesse non parlava praticamente per nulla della musica spiegando i dischi, come suonavano ecc., ma scriveva solo delle specie di deliri pseudo-poetici/metaforici/occulti senza dire appunto un cazzo sostanzialmente del gruppo/disco.
Il Fabio di quella band, per la cronaca, era comunque già parte anche, al tempo (e con almeno un disco ufficiale all'attivo, oltre a demo precedenti), di un'altra, i Sinoath - piuttosto ben trattati fin dall'inizio dalla stampa, se ricordo bene - e poi negli anni anche di altre ancora.
P.S. - Chi ha risposto, che fosse il caporedattore (o co-tale) Cristiano Borchi o altri, spero comunque avesse a sua volta ascoltato quel demo, per curiosità dopo quella lettera o avendolo già fatto prima, sennò non avrebbe senso il definirlo in un certo modo solo perché un'altra persona l'ha trovato tale, vorrebbe dire fidarsi alla cieca, e praticamente mai due persone hanno davvero stessi gusti, criteri di giudizio e tutto quanto, anche quando fossero eventualmente molto simili.























