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10/09/2026

Angra - Metal Shock di marzo 1996 numero 212

Riguardo il finale di recensione, evidentemente invece il massimo dei voti (per non parlare di tutti gli altri "quasi massimo", tipo 90 o 95 su Flash o 4 e mezzo su MS) lui l'aveva dato già e lo darà più spesso di tanti altri - e pur essendoci in quegli anni anche alcuni "gemelli" o giù di lì, tipo Sandro Buti, ma anche Klaus Byron, o un Gianluca Grazioli in seguito, tutti più o meno "defenders" netti questi tre, tra l'altro - ovviamente solo alla roba dei generi e sonorità a lui più cari e paradossalmente per gran parte alle band italiane, che quasi mai hanno fatto dischi anche solo lontanamente paragonabili a quelli di questo tipo, ma spesso direi meritavano proprio a dir tanto una sufficienza stiracchiata, altro che votoni e lodi sperticate nel testo, paragoni assurdi o addirittura dicendo che sarebbero meglio di quasi tutti i prodotti esteri e blabla. Magari prima o dopo faccio un blog a parte per tutte quelle del genere (anche quando sono di band/dischi esteri ovviamente, se le ritengo ugualmente "toppate" in modo clamoroso come recensioni, sia in senso positivo che negativo), e sarà pieno soprattutto, appunto, di "capolavori" e "disconi" italiani di gruppi che però, chissà perché, non si è poi filato quasi nessuno o, nella migliore delle ipotesi, sono rimasti "culto/underground" o giù di lì (specialmente dopo che magari il "boom" del rispettivo stile è finito, vedi il power melodico e dintorni), a suonare ogni tanto da hobbysti nei localini e basta, senza che si siano mai conosciute le cifre di vendita dei dischi (ma immaginabili) e via dicendo; insomma i "presunti famosi" che in realtà non lo sono affatto, a meno che uno col termine "famoso" non intenda l'essere seguito da una nicchia o micro-nicchia in Italia e nel mondo che ama alla follia in particolare o solo quel genere o sotto-genere di turno.

Gianni Della Cioppa.

24/08/2026

Morgana Lefay - Metal Shock di settembre 1993 numero 151

Forse troppo severo, ma si tratta di una di quelle band che - per quello che ho ascoltato, oltre metà discografia sicuramente - anch'io ho sempre trovato scarsine, inconcludenti, senza alcun membro di minimo spicco, abbastanza noiose insomma mediamente (qualche passaggio o brano in ogni disco relativamente più brillante posso averlo trovato ma cambia poco). A differenza di altri recensori, tipo su Flash (Klaus più che altro), che ne hanno parlato praticamente sempre bene o addirittura in toni entusiastici.

Ovviamente si potrebbe notare di nuovo come il Della Cioppa sia uno di quelli o il principale, tra gli scribacchini almeno, che una reale selezione non l'ha mai fatta, specialmente a livello di band italiane, il che è ancora più grave e fuorviante, visto che da noi i geni proprio non ci sono praticamente mai stati, e anche le band ottime o solo discreto/buone sono sempre state più l'eccezione che la regola.

Riguardo la nota sul nome quasi uguale a quello di un'altra band, pareva non considerare che allora, epoca pre-web, non era sempre facile scoprire se esistessero già gruppi con lo stesso nome o similissimo (infatti sono tantissimi gli omonimi tra le band di un tempo, soprattutto in campo metal estremo direi).

Ma almeno una volta c'era spesso varietà netta tra i giudizi dei singoli recensori, anche tra quelli della stessa testata, non di rado proprio all'opposto appunto, tra chi stroncava totalmente e chi gridava al miracolo dando il massimo dei voti o quasi allo stesso identico gruppo/disco. Poi la cosa è scomparsa sempre più, specialmente sul web e da quando ci sono anche i social vari (quindi le condivisioni ecc.), con un'uniformità incredibile e livellata verso l'alto o altissimo come media voti... chissà perché (dubbio retorico ovviamente)... dove invece tra il pubblico "puro" - cioè chi non scrive in giro recensioni o altro - quella varietà di opinioni, valutazioni e quant'altro, è rimasta più o meno la solita... chissà perché questa differenza tra i due ambienti (dubbio retorico ovviamente-bis).

Gianni Della Cioppa.




13/10/2025

Editoriale - Metal Shock di dicembre 1995 numero 205

Non ricordo - forse vedrò poi spulciando numeri precedenti, se li ho - i nomi che c'erano a quel live, anche se non è che cambi molto se si tratta di band italiane, o tolte giusto una manciata, riguardo il richiamo medio, oggi come allora. Le etichette, italiote in particolare, mi sa che avevano già iniziato a vendere direttamente ai gruppi il numero di copie che presumibilmente ogni band potrebbe smerciare (ma anche di più magari, tanto al limite rimangono sul groppone al gruppo appunto), cioè acquisto obbligatorio per contratto, quindi mica si preoccupavano di venderle direttamente dai loro mailorder/negozi e andando agli incontri e fiere e concerti reali e quant'altro.

Riguardo il "sacrificio", è una cavolata, una cosa se è una tua passione e ogni volta che ritieni valido l'appuntamento o qualsiasi cosa sia, lo segui, lo supporti, vai, ascolti ecc., perché se una cosa la senti come sacrificio allora forse non è una vera passione ma altro, sarebbe esibizionismo, ipocrisia (tipo far finta di apprezzare tanti o tutti i tuoi colleghi che suonano anche se invece ti fanno sempre o quasi sempre schifo o comunque non interessano davvero, che siano migliori o meno di te, nessuno è auto-critico e col senso della realtà, di solito, mi pare ovvio, sennò avremmo un millesimo o meno dei gruppi in giro ad ogni livello, soprattutto tra quelli che non vivono affatto della loro musica), fare certe cose tanto per farle, mostrare atteggiamenti in realtà finti e via dicendo.

Le strutture di qualsiasi tipo, anche all'estero, senza pubblico non potrebbero fare nulla o solo una volta, quindi evidentemente al di là delle solite stronzate e frasi fatte "nazionaliste" del tizio, all'estero la gente va da sempre anche a sentire gruppi underground, chissà perché... altro che "pattume" diffuso, un gruppo preso a caso a qualsiasi livello all'estero e uno italiano, fatti incidere entrambi un disco e buttati su un palco, al 99% il gruppo estero cancella l'italiano senza sforzo per ogni aspetto (attitudine, tecnica, tenuta di palco, serietà/professionalità, senso della realtà e poca o nulla presunzione ecc.). Tra l'altro, lui stesso non dà certo la colpa del flop alla struttura in sé, se intendeva proprio i locali vari nel finale del pezzo, e non si vede come potrebbe esserlo del resto (almeno finché è decente, e in ogni caso tutti quelli che non ci fossero mai stati prima, sarebbero andati lo stesso, al limite non sarebbero tornati in seguito, se avessero ritenuto schifoso o comunque insufficiente il posto/gestione/acustica/palco).

Comunque, in breve, a proposito dello scrivente (e organizzatore o co-tale di quella cosa, sembrava di capire), possiamo dire che nell'articolo a cui si riferiva Klaus Byron nel suo pezzo già postato qui, il Della Cioppa sognava, mentre successivamente scopriva la realtà. Non per questo si è mai "arreso", ancora oggi è di quelli che sostiene che i gruppi italiani hard rock/metal sarebbero mediamente validi come quelli esteri se non di più, e che non avrebbero quasi mai successo vero - ma spesso neanche di nicchia o ultra-nicchia - per sfortune varie, per cause sempre esterne, perché il pubblico cattivo sarebbe "esterofilo" a prescindere e blablabla, pubblico che per fortuna per gran parte non abbocca (tantomeno da quando si può ascoltare tutto prima a sbafo sul web) a tutte le "leccate" continue a tutti o quasi che quelli come lui e tantissimi altri - quasi tutti gli italiani "recensenti" in giro anzi, oltre a poveretti vari "non-recensenti", amici dei gruppi stessi, parenti, fidanzate ecc. - producono dalla notte dei tempi.

Gianni Della Cioppa.


 

18/07/2025

Varie - Psycho! di novembre 1999

Thunderhead, All Systems Go!, Magazzini della Comunicazione, Broken Teeth, Jetboy, Shotgun Symphony, SKW, Sharon, Giuffria, Static Movement, Metafora, Witchburner, Bing Bang Babies, Brimstone, Voice, Eniac Requiem, Haste, Agathodaimon, Andy Boy.

Francesco Simoncelli, Emanuele Tamagnini, Fabio Zampolini, Gianni Della Cioppa, Fabrizio Burini, Roberto Pantano, Daniele Monacò, Francesco "Fuzz Fuzz" Pascoletti.