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17/09/2026

Dalla rubrica della posta - Metal Shock di giugno 1997 numero 241

Non sono andato a leggere la recensione del demo completa, non conosco la band, ma a prescindere, che facesse davvero schifo o no, che fossero solo pregiudizi e troppa severità del recensore per vari motivi, o la verità fosse una via di mezzo, al solito il fenomeno mai scomparso (anzi, si è accentuato col web e social e la possibilità di informazione e reazione in tempo reale dei diretti interessati e anche di amici ecc., e per questo tanti senza carattere e palle e solo egocentrici con voglia di avere i complimenti, promuovono tutti più o meno nettamente) del rosicare a mille se il giudizio sul tuo gruppo non è quello più o meno positivo sperato, produce sempre robe come quella lettera lì. Solitamente si tenta anche di buttarla sul generico appunto, sostenendo che il soggetto di turno - o addirittura un'intera testata - sia uno che per pregiudizi stronca sempre e comunque qualsiasi cosa italiana, o di un certo genere o se è fatto comunque in un certo modo, con ispirazioni X o Y vere o presunte (in questo caso, sembra di capire, il black norvegese più o meno classico, anche se il tipo del gruppo nega la cosa), forse per sentirsi con la propria band meno "soli" tra gli stroncati. Peccato che spesso, come in questo caso, non ricordo fosse proprio così, il tizio non stroncava affatto in automatico qualsiasi gruppo, a livello demo o album, solo perché italiano o perché si rifaceva più o meno nettamente a modelli esteri, magari pure di quelli non apprezzati personalmente o proprio schifati (fosse così per Fabban, sarebbe però bizzarro che con alcuni di loro ci abbia pure collaborato negli anni, compresi alcuni criminali, complici di criminali e gente del genere, pur collaborazioni musicali ovviamente e non altro). Inoltre, quel passaggio citato dell'editoriale di quel numero, direi proprio che era ironico o semi-ironico, e citava probabilmente a presa in giro proprio certe critiche e rosicate che arrivavano regolarmente dai gruppi italiani trattati più o meno male, o si poteva riferire anche a tipici pettegolezzi, polemiche più o meno giustificate nell'ambiente e di cui ovviamente una rivista che fa cronaca deve riportare, con le varie "campane" e anche aggiungendo la propria opinione e analisi, se si ritiene opportuno e utile/interessante per i lettori. I gruppi/dischi italiani - e anche esteri, ma cambia poco - compresi i demo spesso, di qualsiasi genere e sonorità, erano invece già da tempo trattati anche troppo bene in media, specialmente da alcuni recensori, sia su MS che Flash e anche altre ovviamente. Ma se invece il tizio era convinto davvero che stroncassero sempre tutti, o almeno tutti i demo nostrani, perché - come viene notato giustamente nella risposta - ha inviato il suo? Tipico ego che ti fa pensare che la tua band meriti ovviamente di essere tra le pochissime o proprio l'unica eccezione e quindi sarà promossa? Delle due l'una: o non pensava davvero nemmeno lui la prima cosa e si rendeva conto fosse falsa oggettivamente (ammesso sia stato un lettore abituale e non uno che comprava riviste solo quando c'erano pubblicate le rece delle sue band, e in ogni caso anche in quegli stessi singoli numeri dubito fossero stroncati tutti i demo italiani trattati), o è necessariamente la seconda.

Però, va anche detto che Fabban (Fabrizio Giannese all'anagrafe, ma al tempo non era noto in generale al pubblico il suo vero nome, tranne a chi lo conoscesse di persona ovviamente forse), aveva già al tempo o mise su proprio in quel periodo (ma neanche questo, penso, fosse noto ai più), un gruppo black "spurio", con influenze industrial e altro, a sua volta considerato da tanti di merda o comunque inutile e scarso - perché roba che era già stata fatta da altri e a ben altri livelli, sicuramente alcuni esteri se non anche in Italia da qualcuno - oltre a tutti i discorsi soliti fatti da molti riguardo le questioni di vantaggi ecc. ricevuti (nelle recensioni e altro) solo perché appunto i componenti o almeno lui, erano parte della stampa di settore, di certo ambiente e via dicendo. Non solo, era anche negli Stormlord (la band di Cristiamo Borchi, caporedattore di MS del tempo), per i quali si possono fare praticamente tutte le solite considerazioni suddette. E chissà se lui stesso alle recensioni negative o stroncature nette ricevute comunque in un certo numero nel tempo su riviste e sul web, per una band o l'altra o entrambe, ha reagito in modo del tutto diplomatico e umile, ha accettato quei giudizi o ha invece replicato - in pubblico o anche solo in privato - o magari fatto replicare ad altri in modi analoghi a quelli tipici dei rosiconi più o meno presuntuosi. Sicuramente se critichi sul web e social, dove può ti blocca velocemente, e anche se critichi e ironizzi su certe "leccate" fatte da presunti recensori (e recensitrici) che neanche sanno di cosa parlano, ignoranti, sordi, inesperti, bimbetti o poco più a volte.

Tornando alle recensioni, forse i primissimi anni no, ma successivamente (anche quando passò sul web su alcuni siti o almeno uno) Fabban divenne assai noto e spesso deriso per il tipico approccio in cui nelle rece stesse non parlava praticamente per nulla della musica spiegando i dischi, come suonavano ecc., ma scriveva solo delle specie di deliri pseudo-poetici/metaforici/occulti senza dire appunto un cazzo sostanzialmente del gruppo/disco.

Il Fabio di quella band, per la cronaca, era comunque già parte anche, al tempo (e con almeno un disco ufficiale all'attivo, oltre a demo precedenti), di un'altra, i Sinoath - piuttosto ben trattati fin dall'inizio dalla stampa, se ricordo bene - e poi negli anni anche di altre ancora.

P.S. - Chi ha risposto, che fosse il caporedattore (o co-tale) Cristiano Borchi o altri, spero comunque avesse a sua volta ascoltato quel demo, per curiosità dopo quella lettera o avendolo già fatto prima, sennò non avrebbe senso il definirlo in un certo modo solo perché un'altra persona l'ha trovato tale, vorrebbe dire fidarsi alla cieca, e praticamente mai due persone hanno davvero stessi gusti, criteri di giudizio e tutto quanto, anche quando fossero eventualmente molto simili. 

10/09/2026

Angra - Metal Shock di marzo 1996 numero 212

Riguardo il finale di recensione, evidentemente invece il massimo dei voti (per non parlare di tutti gli altri "quasi massimo", tipo 90 o 95 su Flash o 4 e mezzo su MS) lui l'aveva dato già e lo darà più spesso di tanti altri - e pur essendoci in quegli anni anche alcuni "gemelli" o giù di lì, tipo Sandro Buti, ma anche Klaus Byron, o un Gianluca Grazioli in seguito, tutti più o meno "defenders" netti questi tre, tra l'altro - ovviamente solo alla roba dei generi e sonorità a lui più cari e paradossalmente per gran parte alle band italiane, che quasi mai hanno fatto dischi anche solo lontanamente paragonabili a quelli di questo tipo, ma spesso direi meritavano proprio a dir tanto una sufficienza stiracchiata, altro che votoni e lodi sperticate nel testo, paragoni assurdi o addirittura dicendo che sarebbero meglio di quasi tutti i prodotti esteri e blabla. Magari prima o dopo faccio un blog a parte per tutte quelle del genere (anche quando sono di band/dischi esteri ovviamente, se le ritengo ugualmente "toppate" in modo clamoroso come recensioni, sia in senso positivo che negativo), e sarà pieno soprattutto, appunto, di "capolavori" e "disconi" italiani di gruppi che però, chissà perché, non si è poi filato quasi nessuno o, nella migliore delle ipotesi, sono rimasti "culto/underground" o giù di lì (specialmente dopo che magari il "boom" del rispettivo stile è finito, vedi il power melodico e dintorni), a suonare ogni tanto da hobbysti nei localini e basta, senza che si siano mai conosciute le cifre di vendita dei dischi (ma immaginabili) e via dicendo; insomma i "presunti famosi" che in realtà non lo sono affatto, a meno che uno col termine "famoso" non intenda l'essere seguito da una nicchia o micro-nicchia in Italia e nel mondo che ama alla follia in particolare o solo quel genere o sotto-genere di turno.

Gianni Della Cioppa.

29/08/2026

Parish - Metal Shock di dicembre 1995 numero 206

Pino Magliani.

Skyclad - Metal Shock di febbraio 1996 numero 209

La nota dopo la "stroncatura" dei MDB direi che è del Pascoletti ("Fuzz Fuzz" e "FF" nelle firme in calce alle recensioni, da non confondere con "FrF" che è invece Francesca Fabi), anche se le sue iniziali sono state messe in modo bizzarro alla fine della recensione accanto a quelle dell'autore (che è dell'Ariatti lo dice lui stesso nell'introduzione di un'intervista al gruppo un paio di numeri dopo), mentre di solito si mettono - o il nome e/o cognome completo, a volte - proprio nella nota che il redattore aggiunge. Può anche essere stata non volontaria la cosa, ma dovuta ad un errore/refuso di composizione/stampa.

Io penso che i MDB fossero partiti in modo più che promettente, il debutto completo (ma in quella nota nella rece sembra vengano stroncati proprio per tutto da sempre, quindi in questo non concorderei) lo trovo piacevole ancora oggi, oltre ad essere stati tra gli iniziatori del cosiddetto "doom-death" (o viceversa che dir si voglia), del "gothic metal" e altri filoni simili, e che abbiano magari recuperato un certo livello o anche aumentato, anni dopo (ovviamente quei dischi non erano usciti ancora al tempo della recensione in oggetto), mentre nei titoli in mezzo probabilmente per alcuni, tra cui sicuramente io, diventarono più noiosi e inconcludenti, troppo "mosci" e "rarefatti", anche se tanti altri li trovano capolavori o quasi. Devo dire che ho comunque ascoltato, tra quelli della prima parte di carriera, oltre al debutto, solo "The Angel...", il terzo e solo in anni recenti sul web, e dire che mi ha annoiato è dir poco. Ma c'è chi riesce pure a batterlo, secondo me, ed è un altro terzo disco - o quarto forse, in questo caso, non ricordo ora di preciso - di gruppo che al tempo e ancora oggi fu considerato fare il salto definitivo di qualità proprio con quel disco (ed è giudicato ancora benissimo in media in giro da fans e non solo, come quelli di quegli anni dei MDB del resto, basta vedere per esempio la media voti delle recensioni su Metal Archives), e cioè "Wildhoney" dei Tiamat... quello proprio è da sonno totale completo, raramente ho ascoltato qualcosa di così vuoto, impersonale, spento, veramente oltre la noiosità e inconcludenza totali. Tra l'altro dischi del genere è forzato anche definirli metal, o hard rock in generale e forse anche rock, ma non sarebbe questo di per sé il problema ovviamente.

Va anche detto, in generale e per essere oggettivi, che comunque uno giudichi il livello di band come le due suddette e gli Skyclad, cosa preferisca ecc. (o riguardo anche singoli dischi dello stesso gruppo appunto), gli iniziatori del cosiddetto folk metal hanno scopo diverso, uno stile sempre mediamente veloce, "allegro", trascinante in senso classico; quindi il confronto diretto con formazioni che invece sono sul doom di vario tipo, o addirittura dark/acustiche a larghi tratti, e usano in modo diverso anche gli strumenti come i violini, come fossero invece parte dello stesso genere o sotto-genere non ha molto senso, dove invece ce l'ha chiaramente quello tra dischi o periodi delle stesse band o con altri nomi ugualmente del doom/death/gothic metal. Gli Skyclad nei primissimi dischi addirittura mantenevano un'irruenza, aggressività, impatto e riff di chitarra ancora molto influenzati da certo thrash/speed, come quello del resto della band da cui veniva il cantante, i Sabbat inglesi appunto.

Alessandro Ariatti.

28/08/2026

Dark Tranquillity - Metal Shock di gennaio 1996 numero 208

Per i "bambini" e ignoranti in generale che volessero "scandalizzarsi" per la parziale definizione di "black metal" riguardo il gruppo: fino a quel periodo - ma leggermente anche nel successivo disco, riguardo i DT - band come loro, gli In Flames e altri avevano eccome elementi del genere, specialmente se parliamo del black metal "stile svedese" appunto, solitamente più massiccio, pulito, suonato e inciso meglio ecc. del cugino norvegese o almeno della media del tempo in quel Paese (e per molti l'unico "true" e blabla). Del resto in quegli anni non si era ancora usata o diffusa davvero (e non solo in Italia) la futura e definitiva etichetta di "melodic death metal" o "Gothenborg sound", e giustamente i recensori e il pubblico parlavano di una specie di prog death con altri elementi, come quelli folkeggianti, quelli black appunto e altri ancora, e in particolare il debutto dei DT stessi rimane emblematico in tal senso.

Cristiano Borchi.

Broken Hope - Metal Shock di gennaio 1996 numero 207

Per la cronaca, visto che non è chiaro dalla recensione e quindi se lui stesso l'avesse capito o ricordasse o avesse mai sentito prima il disco, e per chi non conoscesse tutt'oggi la band, va segnalato che era la ristampa del debutto, uscito per una piccola etichetta 4 anni prima, verso fine 1991. Quindi anche contestualizzandolo non è che cambi molto, i CC avevano già debuttato da oltre un anno, e anche il loro secondo disco è uscito prima di questo; perciò i BH avevano avuto tutto il tempo per copiare i suddetti o tantopiù anche altri ancora precedenti (malissimo ed essendo scarsissimi da ogni punto di vista). Dura lotta tra l'altro, riguardo le copertine, per quale sia più brutta tra questa e quella della prima stampa. 

Cristiano Borchi.

 

 


24/08/2026

Eldritch - Metal Shock di settembre 1994 numero 175

Dalla sezione delle recensioni demo italiani.

Salvatore Di Simone. 

Morgana Lefay - Metal Shock di settembre 1993 numero 151

Forse troppo severo, ma si tratta di una di quelle band che - per quello che ho ascoltato, oltre metà discografia sicuramente - anch'io ho sempre trovato scarsine, inconcludenti, senza alcun membro di minimo spicco, abbastanza noiose insomma mediamente (qualche passaggio o brano in ogni disco relativamente più brillante posso averlo trovato ma cambia poco). A differenza di altri recensori, tipo su Flash (Klaus più che altro), che ne hanno parlato praticamente sempre bene o addirittura in toni entusiastici.

Ovviamente si potrebbe notare di nuovo come il Della Cioppa sia uno di quelli o il principale, tra gli scribacchini almeno, che una reale selezione non l'ha mai fatta, specialmente a livello di band italiane, il che è ancora più grave e fuorviante, visto che da noi i geni proprio non ci sono praticamente mai stati, e anche le band ottime o solo discreto/buone sono sempre state più l'eccezione che la regola.

Riguardo la nota sul nome quasi uguale a quello di un'altra band, pareva non considerare che allora, epoca pre-web, non era sempre facile scoprire se esistessero già gruppi con lo stesso nome o similissimo (infatti sono tantissimi gli omonimi tra le band di un tempo, soprattutto in campo metal estremo direi).

Ma almeno una volta c'era spesso varietà netta tra i giudizi dei singoli recensori, anche tra quelli della stessa testata, non di rado proprio all'opposto appunto, tra chi stroncava totalmente e chi gridava al miracolo dando il massimo dei voti o quasi allo stesso identico gruppo/disco. Poi la cosa è scomparsa sempre più, specialmente sul web e da quando ci sono anche i social vari (quindi le condivisioni ecc.), con un'uniformità incredibile e livellata verso l'alto o altissimo come media voti... chissà perché (dubbio retorico ovviamente)... dove invece tra il pubblico "puro" - cioè chi non scrive in giro recensioni o altro - quella varietà di opinioni, valutazioni e quant'altro, è rimasta più o meno la solita... chissà perché questa differenza tra i due ambienti (dubbio retorico ovviamente-bis).

Gianni Della Cioppa.




21/08/2026

D.I. - Metal Shock di luglio 1988 numero 27

Heintz Zaccagnini.

Blind Illusion, God - Metal Shock di maggio 1988 numero 22

Dalla rubrica "Going Underground" che era presente nei primi anni della rivista e si occupava non tanto di demo ma di band, principalmente estere, che pur avendo fatto già qualcosa di ufficiale (EP o disco completo che fosse) erano ancora nuove, giovani e/o in ogni caso più o meno underground.

Heintz Zaccagnini.

Dark Quarterer - Metal Shock di gennaio 1992 numero 111

Dalla sezione delle recensioni demo italiani.

Non so se il titolo fosse proprio così o manchi una parte non riportata per motivi di spazio lì nel riquadro della recensione. Guardando un po' sul web sembra comunque che sia noto anche come "demo 1991", pur non essendo chiarissimo in realtà se quel titolo si possa riferire invece solo al precedente (registrato nel '90 e magari messo in giro ad inizio '91, e contenente 4 brani con titoli e testi in italiano - o almeno 3 di essi - che poi verranno ri-registrati e tradotti in inglese per l'album "War Tears", e riguardo la title-track la cosa fu già fatta anche in questo promo), o se quest'ultimo ha titolo ancora diverso, e cioè, come indicato su Metal Archives per esempio, "Demo 2". 

Klaus Byron.


 

 



Toxik - Metal Shock di marzo 1988 numero 19

Sono ovviamente i Toxik, e il gruppo precedente di cui facevano parte almeno un paio di futuri membri di questo, pare si chiamassero in realtà Tokyo, con la "y" come la città (e poi sembra abbiano avuto anche un altro nome prima del definitivo).

La Florida a dire il vero, dove sono effettivamente i noti e storici studi di Tom e Jim Morris (a Tampa), è dalla stessa "parte" degli USA, anche se assai distante dall'area di New York; forse si confuse con la California.

Tiziano Bergonzi.