Sembrerebbe un raro e bizzarro caso di recensione scritta da due persone, proprio unica, non doppia, tripla ecc. con le rece/autori separati tra loro: qui non si capirebbe quale sia il contributo di uno e dell'altro, anche se lo stile generale sembrerebbe più da Pascoletti, compresa la frecciata/stroncatona ai MDB (non so come la pensi sul gruppo, intendo però proprio per la durezza del giudizio senza alcun filtro o "diplomazia" ecc.). O magari è tutto il contrario, è praticamente dell'Ariatti e il Fuzz - che era già da un po' di tempo co-capo redattore o coordinatore editoriale o simili che di si voglia, con Giusy Colagrossi, poi diventerà in seguito proprio unico, se ricordo bene ora, per poi lasciare a Cristiano Borchi e andare a fondare Psycho! - ha aggiunto solo quella nota/commento alla stroncatura dei MDB; ma di solito per note del genere si mette il nome o le iniziali dell'autore nella nota stessa, non si indica la persona come co-autore del pezzo. Ammesso non sia stato un refuso, un classico errore di composizione/stampa, quindi non fatta di proposito quella "doppia firma" in calce.
Io penso che i MDB fossero partiti in modo più che promettente, il debutto completo (ma in quella nota nella rece sembra vengano stroncati proprio per tutto da sempre, quindi in questo non concorderei) lo trovo piacevole ancora oggi, oltre ad essere stati tra gli iniziatori del cosiddetto "doom-death" (o viceversa che dir si voglia), del "gothic metal" e altri filoni simili, e che abbiano magari recuperato un certo livello o anche aumentato, anni dopo (ovviamente quei dischi non erano usciti ancora al tempo della recensione in oggetto), mentre nei titoli in mezzo probabilmente per alcuni, tra cui sicuramente io, diventarono più noiosi e inconcludenti, troppo "mosci" e "rarefatti", anche se tanti altri li trovano capolavori o quasi. Devo dire che ho comunque ascoltato, tra quelli della prima parte di carriera, oltre al debutto, solo "The Angel...", il terzo e solo in anni recenti sul web, e dire che mi ha annoiato è dir poco. Ma c'è chi riesce pure a batterlo, secondo me, ed è un altro terzo disco - o quarto forse, in questo caso, non ricordo ora di preciso - di gruppo che al tempo e ancora oggi fu considerato fare il salto definitivo di qualità proprio con quel disco (ed è giudicato ancora benissimo in media in giro da fans e non solo, come quelli di quegli anni dei MDB del resto, basta vedere per esempio la media voti delle recensioni su Metal Archives), e cioè "Wildhoney" dei Tiamat... quello proprio è da sonno totale completo, raramente ho ascoltato qualcosa di così vuoto, impersonale, spento, veramente oltre la noiosità e inconcludenza totali. Tra l'altro dischi del genere è forzato anche definirli metal, o hard rock in generale e forse anche rock, ma non sarebbe questo di per sé il problema ovviamente.
Va anche detto, in generale e per essere oggettivi, che comunque uno giudichi il livello di band come le due suddette e gli Skyclad, cosa preferisca ecc. (o riguardo anche singoli dischi dello stesso gruppo appunto), gli iniziatori del cosiddetto folk metal hanno scopo diverso, uno stile sempre mediamente veloce, "allegro", trascinante in senso classico; quindi il confronto diretto con formazioni che invece sono sul doom di vario tipo, o addirittura dark/acustiche a larghi tratti, e usano in modo diverso anche gli strumenti come i violini, come fossero invece parte dello stesso genere o sotto-genere non ha molto senso, dove invece ce l'ha chiaramente quello tra dischi o periodi delle stesse band o con altri nomi ugualmente del doom/death/gothic metal. Gli Skyclad nei primissimi dischi addirittura mantenevano un'irruenza, aggressività, impatto e riff di chitarra ancora molto influenzati da certo thrash/speed, come quello del resto della band da cui veniva il cantante, i Sabbat inglesi appunto.
Alessandro Ariatti, Francesco "Fuzz Fuzz" Pascoletti.

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