31/08/2026

Dalla rubrica della posta - Metal Hammer di settembre 1996

Questa vicenda e personaggi sono precedenti e comunque diversi da quelli delle cosiddette "Bestie di Satana", di altra zona (il milanese), che effettuarono, tra le altre cose, degli omicidi tra gli ultimi anni '90 e i primissimi 2000, e che in alcuni casi - sia tra le vittime che tra gli assassini - suonavano anche in gruppetti metal vari. Anche tra quelli c'era pure almeno una ragazza - e sicuramente un'altra, tra le vittime - ma in quel caso assolutamente attiva nei reati come e più degli uomini, non finita dentro le indagini, cronache, condanne ecc. "per caso" o quasi, o per contatti superficiali o a distanza con gli altri tramite lettere, come la ragazza di questa vicenda.

Non saprei se ci siano sul web oggi cose del genere, puntate o stralci di esse, di trasmissioni tipo Porta a Porta di Vespa e altre sia sulla Rai che altrove, che ovviamente si buttarono su questi casi con tutte le solite stronzate sul rock/metal, su certi argomenti e testi di alcuni gruppi o stili in particolare e via dicendo, e altrettanto ovviamente con l'appoggio dei soliti pseudo-esperti, studiosi di "disagio giovanile", psicologi/psichiatri, opinionisti un tanto al chilo e via dicendo (ma non vanno dimenticati vari magistrati che cavalcavano a loro volta in modo un po' bizzarro queste vicende rilasciando dichiarazioni assortite nelle interviste o comunicati, invece di limitarsi a fare al meglio il loro lavoro, tantopiù che erano procedimenti in corso e magari loro stessi li conducevano direttamente), quasi tutta gente che non sapeva assolutamente di cosa parlava, come capita di solito in argomenti del genere e non solo. Ma io le ricordo bene per averle beccate più di una volta mentre facevo zapping quando guardavo ancora a volte la tv, e bastava ascoltare pochi secondi per capire l'andazzo. Si distingueva e mi rimase impresso in particolare una sera, lo "psichiatra-star" (ma anche sociologo, saggista, opinionista appunto e chi più ne ha più ne metta), che è ancora in giro e famoso, in tv, nei suoi spettacoli e quant'altro, cioè Paolo Crepet, detto anche "bellicapelli" (se non ci passa la mano almeno una volta al minuto, sta male). Una delle sue chicche massime - e ripeto che guardai la trasmissione pochissimi minuti, quindi immagino quante altre ne sparò dopo o aveva già sparato prima anche solo lui nell'intera trasmissione, che aveva anche altri ospiti ovviamente, oltre al conduttore - fu in pratica sostenere che  i genitori dovrebbero notare che magliette si mettono e con cui escono di casa i figli adolescenti o anche più grandi che stanno comunque ancora con loro, e se vedono di quelle con disegni e/o scritte scandalosi, estremi ecc., dovrebbero prenderlo immediatamente come un campanello d'allarme, insieme al fatto che evidentemente ascoltano anche i relativi gruppi, la loro musica e testi, e quindi per forza sono a rischio, se non già dei criminali/delinquenti o comunque ragazzi (o ragazze) con problemi, su cui si deve quindi intervenire al più presto per rimediare. Roba di questo tipo, insomma, giuro, sentito con le mie orecchie in diretta al tempo; quindi per lui non è che magari devi parlare con i tuoi figli, sentire cosa hanno da dire, e soprattutto osservare come si comportano realmente e se creano problemi o no, in casa o fuori, e giudicare da quello se uno è a posto o meno. No, per il genio suddetto basta guardare il tipo di maglietta che uno si mette e/o cosa ascolta. Farebbe ridere a crepapelle e compatire anche se la sentissi dire alla "Casalinga di Voghera" e non ad uno in teoria più o meno acculturato (al di là della specializzazione che ha), che vive nel mondo, dovrebbe aver visto o proprio conosciuto una marea di persone di qualsiasi tipo e con passioni più disparate, anche estreme spesso, eppure che rimangono persone tranquillissime, oneste, che non farebbero del male ad una mosca in nessun modo o atti vandalici verso cose di qualsiasi genere. 

Credo che la puntata nello specifico fosse una di quelle non per questo caso - "minore" diciamo, senza morti ecc., pur se ebbe appunto risalto a sua volta sui media a livello nazionale e non solo locale - ma invece verso i primi 2000 dopo l'altro, quello delle vicende in zona Milano (i primi due omicidi se ricordo bene, avvennero nel '98 ma anch'essi furono scoperti - proprio i corpi, anche - solo dopo qualche anno quando iniziarono a confessare quelli più recenti e poi anche i più vecchi appunto, e quindi chiaramente gli arresti, i processi ecc. iniziarono a quel tempo, così come la copertura dei media). Tra l'altro non saprei come fosse di preciso andata questa vicenda qui, se fossero legati o meno o comunque tutti in contatto quei soggetti, almeno se si intende materialmente, per incontri reali più o meno frequenti, visto che si dice che la "setta" o presunta tale fosse bolognese, mentre il tal Zanotti di La Spezia e altri o altre di posti ancora diversi (tra cui, mi pare di ricordare, anche in Toscana, Prato-Firenze, dove avvennero in quegli anni più o meno, casi simili in qualche cimitero, e furono indagati e processati anche membri di certe band black metal della zona, attive ancora oggi, pur se in formazione rimaneggiata nel tempo).

Luca Signorelli, Claudio Cubito.

29/08/2026

Parish - Metal Shock di dicembre 1995 numero 206

Pino Magliani.

Skyclad - Metal Shock di febbraio 1996 numero 209

La nota dopo la "stroncatura" dei MDB direi che è del Pascoletti ("Fuzz Fuzz" e "FF" nelle firme in calce alle recensioni, da non confondere con "FrF" che è invece Francesca Fabi), anche se le sue iniziali sono state messe in modo bizzarro alla fine della recensione accanto a quelle dell'autore (che è dell'Ariatti lo dice lui stesso nell'introduzione di un'intervista al gruppo un paio di numeri dopo), mentre di solito si mettono - o il nome e/o cognome completo, a volte - proprio nella nota che il redattore aggiunge. Può anche essere stata non volontaria la cosa, ma dovuta ad un errore/refuso di composizione/stampa.

Io penso che i MDB fossero partiti in modo più che promettente, il debutto completo (ma in quella nota nella rece sembra vengano stroncati proprio per tutto da sempre, quindi in questo non concorderei) lo trovo piacevole ancora oggi, oltre ad essere stati tra gli iniziatori del cosiddetto "doom-death" (o viceversa che dir si voglia), del "gothic metal" e altri filoni simili, e che abbiano magari recuperato un certo livello o anche aumentato, anni dopo (ovviamente quei dischi non erano usciti ancora al tempo della recensione in oggetto), mentre nei titoli in mezzo probabilmente per alcuni, tra cui sicuramente io, diventarono più noiosi e inconcludenti, troppo "mosci" e "rarefatti", anche se tanti altri li trovano capolavori o quasi. Devo dire che ho comunque ascoltato, tra quelli della prima parte di carriera, oltre al debutto, solo "The Angel...", il terzo e solo in anni recenti sul web, e dire che mi ha annoiato è dir poco. Ma c'è chi riesce pure a batterlo, secondo me, ed è un altro terzo disco - o quarto forse, in questo caso, non ricordo ora di preciso - di gruppo che al tempo e ancora oggi fu considerato fare il salto definitivo di qualità proprio con quel disco (ed è giudicato ancora benissimo in media in giro da fans e non solo, come quelli di quegli anni dei MDB del resto, basta vedere per esempio la media voti delle recensioni su Metal Archives), e cioè "Wildhoney" dei Tiamat... quello proprio è da sonno totale completo, raramente ho ascoltato qualcosa di così vuoto, impersonale, spento, veramente oltre la noiosità e inconcludenza totali. Tra l'altro dischi del genere è forzato anche definirli metal, o hard rock in generale e forse anche rock, ma non sarebbe questo di per sé il problema ovviamente.

Va anche detto, in generale e per essere oggettivi, che comunque uno giudichi il livello di band come le due suddette e gli Skyclad, cosa preferisca ecc. (o riguardo anche singoli dischi dello stesso gruppo appunto), gli iniziatori del cosiddetto folk metal hanno scopo diverso, uno stile sempre mediamente veloce, "allegro", trascinante in senso classico; quindi il confronto diretto con formazioni che invece sono sul doom di vario tipo, o addirittura dark/acustiche a larghi tratti, e usano in modo diverso anche gli strumenti come i violini, come fossero invece parte dello stesso genere o sotto-genere non ha molto senso, dove invece ce l'ha chiaramente quello tra dischi o periodi delle stesse band o con altri nomi ugualmente del doom/death/gothic metal. Gli Skyclad nei primissimi dischi addirittura mantenevano un'irruenza, aggressività, impatto e riff di chitarra ancora molto influenzati da certo thrash/speed, come quello del resto della band da cui veniva il cantante, i Sabbat inglesi appunto.

Alessandro Ariatti.

28/08/2026

Dark Tranquillity - Metal Shock di gennaio 1996 numero 208

Per i "bambini" e ignoranti in generale che volessero "scandalizzarsi" per la parziale definizione di "black metal" riguardo il gruppo: fino a quel periodo - ma leggermente anche nel successivo disco, riguardo i DT - band come loro, gli In Flames e altri avevano eccome elementi del genere, specialmente se parliamo del black metal "stile svedese" appunto, solitamente più massiccio, pulito, suonato e inciso meglio ecc. del cugino norvegese o almeno della media del tempo in quel Paese (e per molti l'unico "true" e blabla). Del resto in quegli anni non si era ancora usata o diffusa davvero (e non solo in Italia) la futura e definitiva etichetta di "melodic death metal" o "Gothenborg sound", e giustamente i recensori e il pubblico parlavano di una specie di prog death con altri elementi, come quelli folkeggianti, quelli black appunto e altri ancora, e in particolare il debutto dei DT stessi rimane emblematico in tal senso.

Cristiano Borchi.

Broken Hope - Metal Shock di gennaio 1996 numero 207

Per la cronaca, visto che non è chiaro dalla recensione e quindi se lui stesso l'avesse capito o ricordasse o avesse mai sentito prima il disco, e per chi non conoscesse tutt'oggi la band, va segnalato che era la ristampa del debutto, uscito per una piccola etichetta 4 anni prima, verso fine 1991. Quindi anche contestualizzandolo non è che cambi molto, i CC avevano già debuttato da oltre un anno, e anche il loro secondo disco è uscito prima di questo; perciò i BH avevano avuto tutto il tempo per copiare i suddetti o tantopiù anche altri ancora precedenti (malissimo ed essendo scarsissimi da ogni punto di vista). Dura lotta tra l'altro, riguardo le copertine, per quale sia più brutta tra questa e quella della prima stampa. 

Cristiano Borchi.

 

 


27/08/2026

Editoriale - Metal Shock di ottobre 1995 numero 202

Francesco "Fuzz Fuzz" Pascoletti.

Editoriale - Flash di aprile 1996

Poi riporterò anche altri vecchi editoriali e articoli di quegli scontri a distanza tra Climati (e prima ancora con Mons. Corrado Balducci) e vari redattori della rivista - pare che le polemiche avvenissero solo su Flash, forse perché le altre testate di settore sceglievano di non dare proprio alcuna corda e spazio a quei personaggi - tra cui, oltre a Klaus stesso, anche Zaccagnini, Steve Sylvester e altri.

Ma, per la cronaca, quando Climati minacciò di querelare Klaus, quest'ultimo non gli aveva detto in realtà chissà cosa, se ricordo bene, non erano vere offese o diffamazioni, erano sempre abbastanza ironiche e comunque al massimo roba tipo che il suddetto forse aveva bisogno di un po' d'affetto, di attività sessuale e cose così. Dubito avrebbe avuto seguito la querela, anche se l'avesse fatta, o fosse in ogni caso riuscito a vincere l'eventuale processo; oppure possiamo dire che di solito o non le fa nessuno praticamente tra la gente che riceve espressioni simili (da quando c'è il web poi...) da altri - al 99% perché questi ultimi non sanno replicare nella sostanza o rosicano a prescindere verso qualcuno - o ci sono un bel po' di persone che oltre ad aver ottenuto di far condannare varia gente, magari hanno pure fatto un bel po' di soldini chiedendo i risarcimenti. E molti altri avrebbero potuto fare lo stesso (io avrei diverse ville, una Ferrari e altro, per esempio), se bastassero cose del genere (in realtà formalmente dovrebbero essere diffamazione ovviamente, anche perché son cazzate a caso di solito sparate da chi neanche conosce di striscio il destinatario o la destinataria di turno, e comunque attacchi personali, nel privato, che nulla c'entrano con l'argomento di turno del contendere), e visto quanto sono diffuse appunto, quasi un cliché di moltissimi, anche se nel caso di Klaus erano un "più", oltre al saper replicare eccome nella sostanza smontando le stronzate, incoerenze, ignoranza ecc. di certi soggetti (come del resto faceva anche in tanti altri argomenti, musicali e non).

Klaus Byron. 

25/08/2026

Dark Tranquillity - Flash di gennaio 1996

Non sono riuscito a trovare ad oggi quale fosse il nome/cognome completo dell'autore o autrice. Forse tal Luca Redini che negli stessi anni contribuiva anche a Metal Hammer, o comunque sicuramente alla sua "costola" chiamata Grind Zone (bimestrale o giù di lì, dedicato quasi interamente alle varie diramazioni estreme del metal)? Ci sta, anche se mi parrebbe un po' strano, vista anche la considerazione molto bassa del caporedattore di Flash per quella testata, e anche se non avesse richiesto in generale a prescindere a tutti l'esclusività della collaborazione con la sua rivista.

LR. 

Editoriale - Flash di novembre 1995

Si potrebbe anche dire solo, o aggiungere, a quanto risposto da Klaus, che, riguardo la presunta speculazione, non tiene proprio per logica, perché la foto era in un pezzo all'ìnterno della rivista, non in copertina, dove avrebbe potuto in effetti attirare a prima vista i "morbosi" che non compravano regolarmente la rivista, se l'avessero notata in edicola. E inoltre, non è una foto che la testata aveva ottenuto chissà come e mai pubblicata prima in giro, ma era stata usata già per un live bootleg del gruppo pubblicato da una pseudo-etichetta colombiana ad inizio '95, quindi già pubblica sicuramente da quasi un anno e visibile per chiunque comprasse quel bootleg o anche solo notasse in giro la copertina. E ancora, per forza di cose, visto che non credo che Euronymous la mandasse in giro in privato solo a chi la richiedeva, se quel tizio colombiano l'ha potuta usare significa che era già pubblica o reperibile comunque facilmente ancora prima, coi contatti nel giro metal di addetti ai lavori vari e dintorni, o addirittura l'avevano già pubblicata riviste o fanzine estere nel frattempo (ora non ricordo bene come si svolse la cosa e si diffuse la foto scattata appunto da Euronymous quando scoprì il cadavere di Dead a casa di quest'ultimo).

Klaus Byron.

Obituary - Metal Shock di agosto 1994 numero 173-174

Francesca Fabi.

Stratovarius - Flash di maggio 1996

Eddy Antonini.

Editoriale - Flash di ottobre 1995

Klaus Byron.

Angra - Flash di marzo 1996

Eddy Antonini.

24/08/2026

Paradise Lost - Flash di giugno 1995

Costantino Andruzzi.

Eldritch - Metal Shock di settembre 1994 numero 175

Dalla sezione delle recensioni demo italiani.

Salvatore Di Simone. 

Morgana Lefay - Metal Shock di settembre 1993 numero 151

Forse troppo severo, ma si tratta di una di quelle band che - per quello che ho ascoltato, oltre metà discografia sicuramente - anch'io ho sempre trovato scarsine, inconcludenti, senza alcun membro di minimo spicco, abbastanza noiose insomma mediamente (qualche passaggio o brano in ogni disco relativamente più brillante posso averlo trovato ma cambia poco). A differenza di altri recensori, tipo su Flash (Klaus più che altro), che ne hanno parlato praticamente sempre bene o addirittura in toni entusiastici.

Ovviamente si potrebbe notare di nuovo come il Della Cioppa sia uno di quelli o il principale, tra gli scribacchini almeno, che una reale selezione non l'ha mai fatta, specialmente a livello di band italiane, il che è ancora più grave e fuorviante, visto che da noi i geni proprio non ci sono praticamente mai stati, e anche le band ottime o solo discreto/buone sono sempre state più l'eccezione che la regola.

Riguardo la nota sul nome quasi uguale a quello di un'altra band, pareva non considerare che allora, epoca pre-web, non era sempre facile scoprire se esistessero già gruppi con lo stesso nome o similissimo (infatti sono tantissimi gli omonimi tra le band di un tempo, soprattutto in campo metal estremo direi).

Ma almeno una volta c'era spesso varietà netta tra i giudizi dei singoli recensori, anche tra quelli della stessa testata, non di rado proprio all'opposto appunto, tra chi stroncava totalmente e chi gridava al miracolo dando il massimo dei voti o quasi allo stesso identico gruppo/disco. Poi la cosa è scomparsa sempre più, specialmente sul web e da quando ci sono anche i social vari (quindi le condivisioni ecc.), con un'uniformità incredibile e livellata verso l'alto o altissimo come media voti... chissà perché (dubbio retorico ovviamente)... dove invece tra il pubblico "puro" - cioè chi non scrive in giro recensioni o altro - quella varietà di opinioni, valutazioni e quant'altro, è rimasta più o meno la solita... chissà perché questa differenza tra i due ambienti (dubbio retorico ovviamente-bis).

Gianni Della Cioppa.




Editoriale - Flash di giugno 1996

David Rossi, in base a quanto scritto spesso sulla rivista in recensioni, segnalazioni ecc., dal Signorini o a volte proprio da lui stesso appunto, negli spazi riguardo punk-hardcore e dintorni, aveva un'etichetta/distro chiamata Panorama, di Siena, fino almeno ai primissimi anni '90 (non so da quanto esisteva); ma credo sia solo omonimia e non si trattasse della stessa persona che è stata uccisa nel 2013 a Siena facendola cadere da una finestra alta di un edificio e che era il capo della comunicazione del Monte dei Paschi. Non saprei con sicurezza ovviamente, potrebbe anche essere, anche se tra l'altro, a naso, penso che quest'ultimo fosse almeno qualche anno più grande del tipo dell'etichetta, visto che guardando sul web ho letto che era nato nel '61, quindi aveva già una trentina d'anni nei primi '90.

Klaus Byron.

Rhapsody - Flash di ottobre 1995

Dalla sezione delle recensioni demo italiani.

Sandro Buti.

Editoriale - Flash di novembre 1996

Qui però Klaus fu troppo gentile ed educato nella risposta ad un tipico delirio e "pose" (mai scomparsi, purtroppo in parte del pubblico del genere - o analoghi anche tra i "defenders" alla fine - spesso li trovi ancora oggi soggetti così e magari che hanno pure passato ormai i 40, 50 o più) di gente che veramente si stenta a credere sia seria. E anche tipico "falsario", citando solo alcune cose ad arte per i suoi scopi e perché a lui evidentemente non piacciono (del resto sempre stati tra i più settoriali quelli che ascoltano black, spesso neanche tutto appunto ma solo di un tipo, quello che loro considerano l'unico "true"), o perché a volte ci sono interviste o pezzi impostati appositamente in modo ironico (altra cosa sconosciuta per certa gente, ancora di più l'auto-ironia), come se tutta l'altra marea di roba, generi diversi, band ultra-underground, approcci serissimi in tantissime recensioni, interviste, articoli ecc., non esistessero in ogni numero praticamente.

Klaus Byron. 

23/08/2026

Bathory - Flash di luglio/agosto 1995

Costantino Andruzzi.

The Gathering - Flash di ottobre 1995

Marco Petti.

Un clamoroso e divertente errore/refuso riguardo Kai Hansen - Flash di giugno 1995

Questo fu curioso davvero, e al tempo nemmeno mi accorsi della cosa in realtà (come tanti altri lettori, penso), visto che per capire senza possibilità di equivoco che il tizio in quella foto non era affatto Hansen, bisognava aver comprato la rivista dall'inizio o quasi, e comunque ricordarsi che la stessa identica foto era già apparsa anni prima, nella rubrica riguardo le prove di strumenti, accessori ecc. (poi eliminata in seguito, come quella sugli spartiti e altre ancora, anche se una rubrica tecnica/strumentale, su chitarra e altro e di nuovo trascrizioni varie ecc., tornerà qualche anno dopo), che venivano fatte/presentate dal bassista Andrea Castelli e si svolgevano in collaborazione col noto negozio italiano Emporio Musicale Senese di Siena.

La foto infatti fu scattata lì (vedere anche gli ampli dietro, con i cartellini info/prezzi), e in quella puntata della rubrica di un vecchio numero (di novembre '91) compariva nell'articolo, anche se molto più piccola, accompagnata dalla didascalia che diceva più o meno: "Il cantautore rock italiano Fabio Fabbri con la chitarra Ibanez modello... ecc.".

In effetti, uno a prima vista poteva anche scambiarlo per Hansen al tempo, considerato soprattutto che gli occhiali mascheravano ancora di più le sicure differenze, e una vaga somiglianza generale può anche esserci a primo impatto appunto (pur non avendo già allora da anni i capelli così ricci, il tedesco, a differenza di quando era molto giovane, e a parte che non credo abbia mai imbracciato/suonato una Ibanez); ma come detto, la smentita la forniva praticamente la stessa rivista in un altro suo pezzo del primo periodo.

Nelle due pagine successive c'è l'intervista.

 

 

Tristitia, Deicide, Moonspell, Viper, Therion - Flash di maggio 1995

Per la cronaca, il titolo corretto del disco dei Viper della recensione di Klaus - che per un evidente refuso fu intestata in modo identico a quella sopra, dei Moonspell - è "Coma Rage".

Curiosità riguardo invece quello dei Therion: almeno in una delle ristampe successive, quella in digipak uscita verso fine '96, tra le immagini di estratti di riviste con recensioni e articoli vari dal mondo, stampate sotto il telaietto ferma-CD, c'è anche quella recensione lì.

Costantino Andruzzi, Klaus Byron.

Morbid Angel, Coroner - Flash di maggio 1995

Gusti e criteri personali, ovviamente, riguardo quanto detto nelle prime righe della rece dei MA, visto che ancora oggi, dopo quindi centinaia o in certi casi migliaia di ascolti della discografia o di certi dischi in particolare, una marea di gente (sia tra fans che tra chi li apprezza più o meno moderatamente) preferisce "Covenant", spesso di molto anche; e anche tra quelli che ritengono migliore "Domination" è raro trovare chi giudicherebbe in modo così "modesto" il disco precedente (oggi e da anni ormai poi, per tantissimi poveretti abituati al "lecca-lecca" generale, sarebbe in pratica una stroncatura o quasi), almeno un 8 pieno lo darebbero praticamente tutti.

Costantino Andruzzi.

21/08/2026

D.I. - Metal Shock di luglio 1988 numero 27

Heintz Zaccagnini.

Mayhem - Flash di aprile 1994

Costantino Andruzzi.


 

 


Blind Illusion, God - Metal Shock di maggio 1988 numero 22

Dalla rubrica "Going Underground" che era presente nei primi anni della rivista e si occupava non tanto di demo ma di band, principalmente estere, che pur avendo fatto già qualcosa di ufficiale (EP o disco completo che fosse) erano ancora nuove, giovani e/o in ogni caso più o meno underground.

Heintz Zaccagnini.

Dark Quarterer - Metal Shock di gennaio 1992 numero 111

Dalla sezione delle recensioni demo italiani.

Non so se il titolo fosse proprio così o manchi una parte non riportata per motivi di spazio lì nel riquadro della recensione. Guardando un po' sul web sembra comunque che sia noto anche come "demo 1991", pur non essendo chiarissimo in realtà se quel titolo si possa riferire invece solo al precedente (registrato nel '90 e magari messo in giro ad inizio '91, e contenente 4 brani con titoli e testi in italiano - o almeno 3 di essi - che poi verranno ri-registrati e tradotti in inglese per l'album "War Tears", e riguardo la title-track la cosa fu già fatta anche in questo promo), o se quest'ultimo ha titolo ancora diverso, e cioè, come indicato su Metal Archives per esempio, "Demo 2". 

Klaus Byron.


 

 



John Frusciante - Flash di gennaio 1995

Marco Petti.


 

Toxik - Metal Shock di marzo 1988 numero 19

Sono ovviamente i Toxik, e il gruppo precedente di cui facevano parte almeno un paio di futuri membri di questo, pare si chiamassero in realtà Tokyo, con la "y" come la città (e poi sembra abbiano avuto anche un altro nome prima del definitivo).

La Florida a dire il vero, dove sono effettivamente i noti e storici studi di Tom e Jim Morris (a Tampa), è dalla stessa "parte" degli USA, anche se assai distante dall'area di New York; forse si confuse con la California.

Tiziano Bergonzi.