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24/08/2026

Editoriale - Flash di giugno 1996

David Rossi, in base a quanto scritto spesso sulla rivista in recensioni, segnalazioni ecc., dal Signorini o a volte proprio da lui stesso appunto, negli spazi riguardo punk-hardcore e dintorni, aveva un'etichetta/distro chiamata Panorama, di Siena, fino almeno ai primissimi anni '90 (non so da quanto esisteva), ma credo sia solo omonimia e non si trattasse della stessa persona che è stata uccisa nel 2013 a Siena facendola cadere da una finestra alta di un edificio e che era il capo della comunicazione del Monte dei Paschi. Non saprei con sicurezza ovviamente, potrebbe anche essere, anche se tra l'altro, a naso, credo che quest'ultimo fosse almeno qualche anno più grande del tipo dell'etichetta, visto che guardando sul web ho letto che era nato nel '61, quindi aveva già una trentina d'anni nei primi '90.

Klaus Byron.

Editoriale - Flash di novembre 1996

Qui però Klaus fu troppo gentile ed educato nella risposta ad un tipico delirio e "pose" (mai scomparsi, purtroppo in parte del pubblico del genere - o analoghi anche tra i "defenders" alla fine - spesso li trovi ancora oggi soggetti così e magari che hanno pure passato ormai i 40, 50 o più) di gente che veramente si stenta a credere sia seria. E anche tipico "falsario", citando solo alcune cose ad arte per i suoi scopi e perché a lui evidentemente non piacciono (del resto sempre stati tra i più settoriali quelli che ascoltano black, spesso neanche tutto appunto ma solo di un tipo, quello che loro considerano l'unico "true"), o perché a volte ci sono interviste o pezzi impostati appositamente in modo ironico (altra cosa sconosciuta per certa gente, ancora di più l'auto-ironia), come se tutta l'altra marea di roba, generi diversi, band ultra-underground, approcci serissimi in tantissime recensioni, interviste, articoli ecc., non esistessero in ogni numero praticamente.

Klaus Byron. 

23/07/2026

Editoriale - Flash di ottobre 1990

Inizialmente pensavo parlasse di Metal Hammer, perché alcune cose valevano anche per quella (per esempio il fatto che inizialmente c'era solo minima parte di cose proprie, della redazione italiana, il resto era una semplice traduzione di roba estera, in quel caso dall'edizione tedesca della stessa rivista), e perché del resto ne aveva già parlato e/o lo avrebbe fatto in futuro; inoltre, perché mi sembrava di ricordare che l'altra rivista fosse nata successivamente, non prima del '91 o '92 (invece potrebbero essere nate insieme più o meno, o addirittura MH italiana dopo l'altra). Ma considerando varie altre cose del testo, nomi citati, ambiente ecc., oltre al titolo dell'editoriale, si capisce che parlava di Hard (e anche in questo caso tornerà a riferircisi in modo più o meno esplicito in futuro).

Klaus Byron.

05/11/2025

Editoriale - Flash di gennaio 1995

Nulla di cui stupirsi, riguardo il fatto che molti richiesero davvero la annunciata lista: un tempo chiunque voleva sapere la verità (per sputtanare magari poi a sua volta come e quanto voleva la gente disonesta, ridicola, patetica, ipocrita ecc., e smettere - se lo facevano già - o non iniziare a comprare certe testate), "smascherare" i poveretti nell'ambiente e capire di chi potevano fidarsi e di chi no, nella stampa di settore e non solo. Del resto allora c'erano una marea di lettori veri, indipendenti, appassionati "normali" senza interessi, non suonando in alcuna band (o in quelle davvero valide che non avevano bisogno di sotterfugi per farsi notare, o anche in quelle scarse o mediocri che rifiutavano lo stesso certi comportamenti e ipocrisie), non avendo etichette o agenzie di promozione o live di alcun tipo, né locali o altro, non dovendo quindi rendere conto a nessuno, e non essendoci del resto il web e i social dove appagare il proprio ego "leccando" chiunque per avere le contro-leccate dagli interessati e sentirsi grandi recensori/critici e blabla.

Comunque non avrebbe in realtà rischiato nulla direi, anche se avesse risposto mandando quelle liste coi nomi delle testate "falsarie" a chi le aveva richieste dopo aver letto quel suo editoriale precedente, perché non aveva mai detto che avrebbe pubblicato sulla rivista i nomi, ma appunto che chi avesse voluto saperli poteva mandare una lettera di richiesta allegando un francobollo per la risposta e li avrebbe ricevuti, in privato (poi se la mette in pubblico chi la riceve, è responsabilità sua, non di chi l'ha fornita in privato, funziona come le mail e comunicazioni private in generale insomma). Anche se per assurdo fossero poi state fatte delle denunce/querele e lui avesse dovuto risponderne, sarebbe bastato chiamare a testimoniare le band di turno o i loro manager o addetti stampa che avrebbero confermato di non aver rilasciato interviste a nessuno (o a nessuna rivista italiana, magari) da tot tempo, e quindi tutte quelle pubblicate da chiunque in tempi più o meno recenti e spacciate come tali e vere, sarebbero state per forza di cose dimostrate come farlocche, inventate dalle riviste stesse di turno. 

Klaus Byron. 

13/10/2025

Editoriale - Metal Shock di dicembre 1995 numero 205

Non ricordo - forse vedrò poi spulciando numeri precedenti, se li ho - i nomi che c'erano a quel live, anche se non è che cambi molto se si tratta di band italiane, o tolte giusto una manciata, riguardo il richiamo medio, oggi come allora. Le etichette, italiote in particolare, mi sa che avevano già iniziato a vendere direttamente ai gruppi il numero di copie che presumibilmente ogni band potrebbe smerciare (ma anche di più magari, tanto al limite rimangono sul groppone al gruppo appunto), cioè acquisto obbligatorio per contratto, quindi mica si preoccupavano di venderle direttamente dai loro mailorder/negozi e andando agli incontri e fiere e concerti reali e quant'altro.

Riguardo il "sacrificio", è una cavolata, una cosa se è una tua passione e ogni volta che ritieni valido l'appuntamento o qualsiasi cosa sia, lo segui, lo supporti, vai, ascolti ecc., perché se una cosa la senti come sacrificio allora forse non è una vera passione ma altro, sarebbe esibizionismo, ipocrisia (tipo far finta di apprezzare tanti o tutti i tuoi colleghi che suonano anche se invece ti fanno sempre o quasi sempre schifo o comunque non interessano davvero, che siano migliori o meno di te, nessuno è auto-critico e col senso della realtà, di solito, mi pare ovvio, sennò avremmo un millesimo o meno dei gruppi in giro ad ogni livello, soprattutto tra quelli che non vivono affatto della loro musica), fare certe cose tanto per farle, mostrare atteggiamenti in realtà finti e via dicendo.

Le strutture di qualsiasi tipo, anche all'estero, senza pubblico non potrebbero fare nulla o solo una volta, quindi evidentemente al di là delle solite stronzate e frasi fatte "nazionaliste" del tizio, all'estero la gente va da sempre anche a sentire gruppi underground, chissà perché... altro che "pattume" diffuso, un gruppo preso a caso a qualsiasi livello all'estero e uno italiano, fatti incidere entrambi un disco e buttati su un palco, al 99% il gruppo estero cancella l'italiano senza sforzo per ogni aspetto (attitudine, tecnica, tenuta di palco, serietà/professionalità, senso della realtà e poca o nulla presunzione ecc.). Tra l'altro, lui stesso non dà certo la colpa del flop alla struttura in sé, se intendeva proprio i locali vari nel finale del pezzo, e non si vede come potrebbe esserlo del resto (almeno finché è decente, e in ogni caso tutti quelli che non ci fossero mai stati prima, sarebbero andati lo stesso, al limite non sarebbero tornati in seguito, se avessero ritenuto schifoso o comunque insufficiente il posto/gestione/acustica/palco).

Comunque, in breve, a proposito dello scrivente (e organizzatore o co-tale di quella cosa, sembrava di capire), possiamo dire che nell'articolo a cui si riferiva Klaus Byron nel suo pezzo già postato qui, il Della Cioppa sognava, mentre successivamente scopriva la realtà. Non per questo si è mai "arreso", ancora oggi è di quelli che sostiene che i gruppi italiani hard rock/metal sarebbero mediamente validi come quelli esteri se non di più, e che non avrebbero quasi mai successo vero - ma spesso neanche di nicchia o ultra-nicchia - per sfortune varie, per cause sempre esterne, perché il pubblico cattivo sarebbe "esterofilo" a prescindere e blablabla, pubblico che per fortuna per gran parte non abbocca (tantomeno da quando si può ascoltare tutto prima a sbafo sul web) a tutte le "leccate" continue a tutti o quasi che quelli come lui e tantissimi altri - quasi tutti gli italiani "recensenti" in giro anzi, oltre a poveretti vari "non-recensenti", amici dei gruppi stessi, parenti, fidanzate ecc. - producono dalla notte dei tempi.

Gianni Della Cioppa.


 

07/10/2025

Editoriale - Flash di giugno 1998

In realtà le differenze di giudizio possono essere ovviamente, oggi come ieri (ed è normale), anche ben maggiori sullo stesso disco (o band in generale, o musicista o concerto o qualsiasi cosa), rispetto all'esempio fatto in questo editoriale, cioè un 8 contro un 10. Fermo restando che ognuno dovrebbe, nel testo della recensione, cercare sempre di dimostrare al meglio la propria competenza ed esperienza e il voto numerico - se presente - che attribuisce, perché anche le differenze delle suddette caratteristiche personali possono variare moltissimo, e tanti giustamente danno un peso diverso a quanto viene detto in base a chi lo dice. Questo al di là che gusti e criteri di giudizio possano essere spesso molto divergenti anche tra persone che vantano parità di esperienza/età/competenza e indipendenza totale vera da tutto e tutti.

Va detto, per la cronaca, che la rivista in realtà inizialmente, nel primo anno e mezzo circa - considerando da quando diventò magazine vero e proprio indipendente da Metal Shock, cioè da giugno 1990, ma il fatto non cambia anche considerando il periodo precedente - non presentava i voti numerici nelle recensioni, che sono stati inseriti, in corrispondenza di un cambio parziale di grafica, dal numero di novembre 1991.

Klaus Byron.

05/10/2025

Editoriale - Flash di gennaio 1998

Per la cronaca, il Dehò dei Time Machine scriveva già da anni più o meno spesso sulla rivista, di solito con lo pseudonimo "Larrie Dee" (o Larry Dee, non ricordo bene ora), con recensioni, interviste o altro, oltre ad essere il boss della Lucretia Records. Da non confondere con Larry Jay Biavasky, il cui vero nome mi pare sia Tiziano, tra l'altro.

Klaus Byron.

04/10/2025

Editoriali - Flash di luglio, agosto e settembre 1997

Il solito genio.

Bizzarro in ogni caso che della gente, come quelle due ragazze, potessero aver creduta vera una cosa del genere, pur essendo molto giovani; anche se in effetti non specificava l'età di sua figlia, ma la foto direi che era abbastanza eloquente, loro stesse dicono nella lettera che hanno visto una "bambina" nello spazio editoriale, e difficilmente una bambina di quell'età scrive in quel modo (riguardo conoscenza dell'italiano, uso di certi termini toccando anche determinate tematiche ecc.), o tantomeno dimostra di conoscere la scena metal, i colleghi ecc., o sarebbe in ogni caso in grado di dirigere una rivista. Insomma, vari elementi sia nella prima parte di quell'editoriale che nella seconda, dovevano come minimo insospettire molto e far attendere di vedere gli eventuali sviluppi nei numeri successivi, prima di scrivere subito una lettera scandalizzata, dimostrando appunto di esserci cascate in pieno. Anche perché dicono che compravano la rivista da 3 anni e quindi, almeno un po', quel "burlone" di Klaus avrebbero dovuto "conoscerlo" da tempo ormai.

"Lunghi & Pero" dovrebbero essere Stefano Longhi e Stefano Pera - quest'ultimo tra l'altro aveva collaborato in precedenza con Flash, ma poi litigò con Klaus e uscì - che erano entrambi a Metal Hammer se non erro, e il primo poi da lì a poco fonderà con un altro tizio la Scarlet Records (se non stava già organizzandosi e creandola al tempo).

Per la cronaca, al di là dell'ironia di Klaus, il Cerati è nato giusto un annetto circa prima di lui, se ricordo bene, o forse anche meno, e al tempo erano entrambi sui 35-36 anni.

Klaus Byron.


29/09/2025

Editoriale - Metal Shock di maggio 1988 numero 23

Si riferiva ad una scheda che era nelle ultime pagine per un certo periodo iniziale della rivista, in cui erano riportate le votazioni numeriche ad una decina di titoli selezionati tra quelli già recensiti nel numero stesso (o anche nel precedente, in parte, a volte), e sui quali si esprimevano appunto col solo voto numerico tutti o quasi tutti i collaboratori e membri dello staff - compreso chi aveva fatto la recensione vera e propria - ed era riportata in una colonna anche la media voto complessiva per ogni titolo.

Per capire il senso di certi passaggi dell'editoriale va ricordato che al contrario della scala di votazione nella rivista, cioè col massimo a 5, in quella scheda le valutazioni erano riportate/tradotte nella più classica forma con massimo a 10 (quindi il 5 pieno di Riva nella sua recensione ai Fifth Angel, nella scheda suddetta avrebbe dovuto essere tradotto in 10 o almeno 9,5).

In base anche a quello che disse poi qualche anno dopo Klaus Byron su Flash nella risposta ad una lettera, pare che non fosse stato un episodio isolato e per puro errore/refuso, ma che qualcuno della redazione si divertisse spesso a mischiare o comunque cambiare appunto ad arte i voti dati dai collaboratori in quella scheda finale, per "trollarli" o per qualsiasi motivo.

08/09/2025

Editoriale - Flash di settembre 1994

Il numero speciale a cui si riferiva poteva essere forse il primo di quella che poi diventerà una rivista a cadenza più o meno periodica a sua volta e nata da Metal Hammer, cioè Grind Zone, o magari era un'altra ancora, visto che GZ se non ricordo male iniziò ad uscire solo nel '95.

Klaus Byron.

20/08/2025

Editoriale - Flash di dicembre 1994

Thunder era la rivista messa su dal tipo di H/M dopo la fine di quest'ultima, o il semplice cambio di nome/continuazione della stessa che dir si voglia, verso metà anni '90.

Klaus Byron.

06/08/2025

Editoriale - Flash di febbraio 1993

La prima parte leggermente tagliata sulla sinistra è dovuta al fatto di aver al tempo ritagliato ed asportato un'immagine sul retro della pagina, immagine che era leggermente più grande di quella presente come di norma nell'editoriale (la copertina del numero, solitamente) nello spazio appunto in alto a sinistra. Si capisce comunque più o meno lo stesso il discorso anche di quelle prime righe.

Klaus Byron.